Mnemone

Ascoltate la musica con l’anima.

Non sentite un essere interiore che vi si risveglia dentro?

È per lui che la testa vi si drizza, che le braccia si sollevano, che camminate lentamente verso la luce.

E questo risveglio è il primo passo della danza come la concepisco io.

Lo chiamano “passato”, anche se sembra non passare mai del tutto.(Cesare Pavese)

Lo chiamano “passato”, anche se sembra non passare mai del tutto.

(Cesare Pavese)

"Sleep don’t visit, so I choke on sun

And the days blur into one

And the backs of my eyes hum with things I’ve never done



Sheets are swaying from an old clothesline

Like a row of captured ghosts over old dead grass

Was never much but we made the most

Welcome home



Ships are launching from my chest

Some have names but most do not

If you find one, please let me know what piece I’ve lost



Heal the scars from off my back

I don’t need them anymore

You can throw them out or keep them in your mason jars

I’ve come home”


"A volte a nostra insaputa ci troviamo diretti verso un precipizio.


Sia che ciò avvenga per caso o intenzionalmente non possiamo fare niente per evitarlo.


Una donna a Parigi stava uscendo a fare compere, ma aveva dimenticato il soprabito e tornò indietro a prenderlo. Mentre era lì squillò il telefono e lei rispose e parlò per un paio di minuti. Mentre la donna era al telefono, Daisy stava provando lo spettacolo all’Opèra de Paris. E mentre lei provava, la donna, finito di parlare a telefono, era uscita per prendere un taxi. Un tassista poco prima aveva scaricato un cliente e si era fermato a prendere un caffè… e intanto Daisy continuava a provare. E questo tassista, che si era fermato per un caffè, prese a bordo la donna che andava a fare compere e che aveva perso l’altro taxi. Il taxi dovette fermarsi per un uomo che stava andando a lavoro in ritardo di cinque minuti perché si era dimenticato di mettere la sveglia. Mentre quell’uomo in ritardo attraversava la strada, Daisy aveva finito le prove e si stava facendo la doccia. E mentre Daisy si faceva la doccia, il taxi aspettava la donna che era entrata in una pasticceria a ritirare un pacchetto che però non era pronto perché la commessa si era lasciata col fidanzato la sera prima e se n’era dimenticata. Ritirato il pacchetto, la donna era rientrata nel taxi, che rimase bloccato da un furgone. E intanto Daisy si stava vestendo. Il furgone si spostò e il taxi potè ripartire, mentre Daisy, ultima a vestirsi, si fermò ad aspettare un amica alla quale si era rotto un laccio. Mentre il taxi era fermo ad un semaforo, Daisy e la sua amica uscirono dal retro del teatro.


Se solo una cosa fosse andata diversamente.


Se quel laccio non si fosse rotto o se quel furgone si fosse spostato un momento prima o se quel pacchetto fosse stato pronto perché la commessa non si era lasciata col fidanzato o quell’uomo avesse messo la sveglia e si fosse alzato cinque minuti prima o se quel tassista non si fosse fermato a prendere il caffè o se quella donna si fosse ricordata del soprabito e avesse preso un taxi prima. Daisy e la sua amica avrebbero attraversato la strada e il taxi sarebbe sfilato via.


Ma la vita, essendo quella che è, aveva creato una serie di circostanze incrociate e incontrollabili, per cui quel taxi non sfilò via e quel tassista si distrasse un momento.


E così il taxi investì Daisy, e la sua gamba fu spezzata.”



- Il curioso caso di Benjamin Button 
"A volte a nostra insaputa ci troviamo diretti verso un precipizio.
Sia che ciò avvenga per caso o intenzionalmente non possiamo fare niente per evitarlo.
Una donna a Parigi stava uscendo a fare compere, ma aveva dimenticato il soprabito e tornò indietro a prenderlo. Mentre era lì squillò il telefono e lei rispose e parlò per un paio di minuti. Mentre la donna era al telefono, Daisy stava provando lo spettacolo all’Opèra de Paris. E mentre lei provava, la donna, finito di parlare a telefono, era uscita per prendere un taxi. Un tassista poco prima aveva scaricato un cliente e si era fermato a prendere un caffè… e intanto Daisy continuava a provare. E questo tassista, che si era fermato per un caffè, prese a bordo la donna che andava a fare compere e che aveva perso l’altro taxi. Il taxi dovette fermarsi per un uomo che stava andando a lavoro in ritardo di cinque minuti perché si era dimenticato di mettere la sveglia. Mentre quell’uomo in ritardo attraversava la strada, Daisy aveva finito le prove e si stava facendo la doccia. E mentre Daisy si faceva la doccia, il taxi aspettava la donna che era entrata in una pasticceria a ritirare un pacchetto che però non era pronto perché la commessa si era lasciata col fidanzato la sera prima e se n’era dimenticata. Ritirato il pacchetto, la donna era rientrata nel taxi, che rimase bloccato da un furgone. E intanto Daisy si stava vestendo. Il furgone si spostò e il taxi potè ripartire, mentre Daisy, ultima a vestirsi, si fermò ad aspettare un amica alla quale si era rotto un laccio. Mentre il taxi era fermo ad un semaforo, Daisy e la sua amica uscirono dal retro del teatro.
Se solo una cosa fosse andata diversamente.
Se quel laccio non si fosse rotto o se quel furgone si fosse spostato un momento prima o se quel pacchetto fosse stato pronto perché la commessa non si era lasciata col fidanzato o quell’uomo avesse messo la sveglia e si fosse alzato cinque minuti prima o se quel tassista non si fosse fermato a prendere il caffè o se quella donna si fosse ricordata del soprabito e avesse preso un taxi prima. Daisy e la sua amica avrebbero attraversato la strada e il taxi sarebbe sfilato via.
Ma la vita, essendo quella che è, aveva creato una serie di circostanze incrociate e incontrollabili, per cui quel taxi non sfilò via e quel tassista si distrasse un momento.
E così il taxi investì Daisy, e la sua gamba fu spezzata.”

- Il curioso caso di Benjamin Button 

Quando non puoi danzare tu, fai danzare la tua anima.

Io inizio già a sognare le calde giornate d’estate, con i miei soliti amici, con il solito bar e con la solita spiaggia. Perché, dopo essermi affannata per cercare una vita diversa, in un posto diverso, con persone diverse, ed averla ottenuta, ho scoperto che non è come la immaginavo, è la solita vita che mi manca tanto, e le solite persone. Mi manca la vastità del mare che all’alba si fonde col cielo, il suono delle onde che s’infrangono sugli scogli, un tramonto visto in compagnia dei tuoi buoni amici, in silenzio; i falò notturni con il suono delle chitarre e delle voci che si riversano nel cielo. Mi manca la corsa verso casa, sotto un fortunato ombrellone, colti dalla prima pioggia di settembre, mi mancano le sere in cui ci si arrangiava e si guardava il cielo notturno dalla spiaggia.
-Mnemone

Io inizio già a sognare le calde giornate d’estate, con i miei soliti amici, con il solito bar e con la solita spiaggia. 
Perché, dopo essermi affannata per cercare una vita diversa, in un posto diverso, con persone diverse, ed averla ottenuta, ho scoperto che non è come la immaginavo, è la solita vita che mi manca tanto, e le solite persone. 

Mi manca la vastità del mare che all’alba si fonde col cielo, il suono delle onde che s’infrangono sugli scogli, un tramonto visto in compagnia dei tuoi buoni amici, in silenzio; i falò notturni con il suono delle chitarre e delle voci che si riversano nel cielo. Mi manca la corsa verso casa, sotto un fortunato ombrellone, colti dalla prima pioggia di settembre, mi mancano le sere in cui ci si arrangiava e si guardava il cielo notturno dalla spiaggia.

-Mnemone

"…perché io so che ci sono persone che dicono che queste cose non esistono, perché ci sono persone che quando compiono 17 anni dimenticano com’era averne 16. So che queste un giorno diventeranno delle storie e che le nostre immagini diventeranno vecchie fotografie, e noi diventeremo  il padre o la madre di qualcuno, ma qui, adesso, questi momenti non sono storie. Questo sta succedendo. Io sono qui. E sto guardando lei, ed è bellissima. 
Ora lo vedo. Il momento in cui sai di non essere una storia triste. SEI VIVO. E ti alzi in piedi, e vedi le luci sui palazzi, e tutto quello che ti fa restare a bocca aperta. E senti quella canzone, su quella strada, con le persone a cui vuoi più bene al mondo. E in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito” -Noi siamo infinito 

"…perché io so che ci sono persone che dicono che queste cose non esistono, perché ci sono persone che quando compiono 17 anni dimenticano com’era averne 16. So che queste un giorno diventeranno delle storie e che le nostre immagini diventeranno vecchie fotografie, e noi diventeremo  il padre o la madre di qualcuno, ma qui, adesso, questi momenti non sono storie. Questo sta succedendo. Io sono qui. E sto guardando lei, ed è bellissima. 

Ora lo vedo. Il momento in cui sai di non essere una storia triste. SEI VIVO. E ti alzi in piedi, e vedi le luci sui palazzi, e tutto quello che ti fa restare a bocca aperta. E senti quella canzone, su quella strada, con le persone a cui vuoi più bene al mondo. E in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito” 
-Noi siamo infinito